LOVE FLASH MOB NAPOLI - 14 FEB 2010
Posted by: grandenapoli in By Night, Da non perdere, Eventi on febbraio 8th, 2010

Dove: GALLERIA UMBERTO I
Quando: 14/02/2010
Ora: 17.30
Musica: BACIAMI ANCORA (Jovanotti)
Domenica 14 febbraio 2010 alle 17.30 come inizierà la canzone “Baciami Ancora” comincerà il Love Flash Mob, tutti i partecipanti dovranno convogliare verso il centro della galleria e unirsi in un appassionato bacio o in un abbraccio con il partner fino al termine della musica.
NB: San Valentino è la festa dell’amore, anche se non hai un/a ragazzo/a, puoi venire con chiunque vuoi bene, anche un bacio sulla guancia è ok.
Va bene anche un oggetto, qualsiasi cosa che ami, per esempio: se ami la pasta porta un pacco di pasta e baciatelo. Se ami il tuo cane, se ami la tua tavola da snow, se ami….. porta chi vuoi o cosa vuoi, “l’importante è partecipare”.
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Lo staff del Flash Mob di Napoli
LOVE FLASH MOB - NAPOLI 14 FEBBRAIO 2010
Posted by: grandenapoli in Curiosità, Da non perdere, Eventi, Turismo on gennaio 8th, 2010

Un LOVE FLASH MOB in 5 città italiane: Napoli, Roma, Palermo, Bari e Milano, un mega bacio collettivo di 2 minuti, questa è l’idea nata dagli organizzatori dei Flash Mob Italiani delle rispettive città.
Quale giorno migliore per questo Love Flash Mob se non quello del 14 febbraio, giorno dell’amore, giorno di San Valentino, giorno dedicato a tutti gli innamorati!
In occasione di questo San Valentino 2010, Napoli onorerà questa ricorrenza scendendo in una sua “piazza” che poi sarà svelata qualche giorno prima, alle ore 17:30, orario uguale per tutte le altre città. Ad un segnale tutti si baceranno per 2 lunghi minuti dando uno spettacolo unico e irripetibile.
Un modo semplice ed originale per festeggiare il giorno dell’amore, che unisce sia chi è innamorato sia chi ha voglia di innamorarsi e trovare la sua anima gemella.
Per tutte le info e per essere aggiornato su questa iniziativa iscriviti sul gruppo:
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Le tradizioni del Natale Napoletano
Posted by: grandenapoli in Curiosità, Da non perdere, Tradizioni, Turismo, Video on dicembre 25th, 2009

25: Natale!
Chi è che non si è soffermato almeno una volta davanti al panorama mozzafiato della nostra enigmatica città? Silenziosa ed irraggiungibile come una donna addormentata, ai piedi di quello che è il simbolo per eccellenza di Napoli, il Vesuvio. Eppure negli ultimi anni è apparsa tutt’altro che assopita, ricca di cultura, suoni e colori davvero unici, nonostante momenti critici e ordinari, infatti quello che ci lasciamo alle spalle è un anno in cui non sono mancate ventate di aria nuova, e ciò che ci auguriamo e che ci facciano compagnia anche per i prossimi 365 giorni…
Insomma il nostro è un popolo intelligente, caparbio ed orgoglioso e soprattutto fiero delle proprie tradizioni, che continuano a radicarsi attraverso un eterno passaparola nell’animo di ogni napoletano, dal nuovo arrivato, all’anziano che con commozione come si dice a Napoli “vede un altro Natale”.
E sono proprio le tradizioni a muovere i turisti, che ogni anno popolano la città sfidando la sua cattiva reputazione, pur di farsi travolgere almeno una volta dalla magica atmosfera di San Gregorio Armeno e il suo presepe, istantanea di una Luce speciale in arrivo nel mondo. E allora come poteva il cuore generoso dei napoletani non fare del presepe un inno alla creatività e all’inventiva degli artigiani di San Gregorio. Quest’anno poi si sono davvero superati, al fianco infatti di esempi di sublime bellezza artistica , ci si ferma divertiti a guardare Berlusconi con la testa fasciata, o a scrutare senza paparazzi, la coppia più gettonata del gossip Clooney- Canalis. Nonostante il traffico e la folla senza uguali, una camminata per i vicoli del centro a Natale non può mancare. Ma quello per cui finanziamenti e debiti non spaventano i più tradizionali, è una tavola trabordante di cibo“ per la Vigilia de lo Santo Natale ce vonne Vruoccoli zuffritti co l’alice salate, vermicielli co la mollica de pane e vongolelle, o pure zuffritti co l’alice salate, anguille fritte, ragoste vollute co la sauza de zuco de limone, e uoglio e pure na cassuola de calamarielli”. Allora ecco pesce acquistato durante “a nuttata”, che fanno le pescherie tra il 23 ed il 24 dicembre, e lì vongole, baccalà, capitone e cozze non hanno rivali, dolci tipici come Roccocò e Susamielli o come gli immancabili Struffoli, che anche se di ottima produzione, non riescono a superare quelli fatti dalle proprie nonne. E poi minestra maritata, gallina in brodo, insalata di rinforzo e ancora, ancora e ancora. E poi anche se la stanchezza comincia a farsi sentire ecco comparire sulle tavole ceci e fagioli per l’immancabile tombolata. Un panaro e 90 numeri vi catapultano in tradizioni popolari antichissime e attraverso i nomi associati ad ogni numero, anche scurrilli, ci si trova immersi in un clima tipicamente da vicolo, dove i numeri gridati da un femminiello, diventavano protagonisti di una storia intessuta fino all’ultima votata rò panariello. Insomma, c’è una memoria in cui il sacro e il profano si confondono, che si fa spazio in un momento propizio come il Natale, per travolgere la nostra stressante quotidianità senza chiedere permesso, per poter riscattare tutte quelle tradizioni che ci rendono un po’ più umani e vicini e che rendono onore ad un proverbio, che racchiude tutta la filosofia dei napoletani e che dice: Meglio murì sazio che campà djuno”!
Miriam Casale
Per tutti voi che non siete mai stati a Napoli a Natale, godetevi questo video…
Flash Mob Napoli “60 sec contro la camorra”
Posted by: grandenapoli in Blog, Curiosità, Video on dicembre 15th, 2009

Napoli, 8 dicembre 2009, Piazza del Gesù.
Mille imprevisti mille emozioni!
Avevamo organizzato tutto alla perfezione, calcolando i minimi particolari, ma poi: la messa del Cardinale Sepe, per celebrare la solennità dell’Immacolata Concezione non finisce all’ora prevista, le 2 trombe non funzionano, cominciava a piovere, diciamo che peggio di così non poteva andare… Che facciamo? Proviamo?
Dal terzo piano del palazzo principale di piazza del Gesù alle 13:22, dopo un leggero suono di tromba, vediamo i primi corpi buttarsi a terra come sparati da cecchini, in pochi secondi la piazza era coperta da corpi… 13:23 ancora un suono di tromba, il risveglio con un applauso liberatorio e spontaneo.
Come scrive flashmobnapoli.spaces.live.com: quanti ne eravamo non lo so; in questi casi non è il numero che conta, ma l’importante è aver smosso qualcosa nella coscienza, nell’animo e nello spirito dei napoletani. 60 secondi hanno lasciato il segno! L’azione ha riscosso molto successo tanto da comparire nei siti delle più famose testate giornalistiche (come Il Mattino, RaiNews24 e TGcom), dell’agenzia di stampa per eccellenza (ANSA) e in un servizio del TG2 nazionale e del TG3 locale.
Un grazie particolare, per la riuscita di questo flash mob, va a : Miriam Casale di cocaonline.it, Michele Langella di radioondapazza.it e Arci Napoli
Gli organizzatori: Sergio Noviello, Alessandro Tolino, Francesco Paone, Claudia Foglia, Elisabetta Campo e Claudio Cerchietto.
Jovine - Il Mondo è Fuori
Posted by: grandenapoli in Arte, Canzoni Napoletane, Musica, Video on novembre 30th, 2009
Finalmente è uscito il nuovo album di Jovine, Il Mondo è Fuori.
“Il Mondo è Fuori”, album ” Reggae” condiviso con molti dei loro amici musicisti, da Zulu’ e JRM ( 99 Posse) in ” Tu chi sei?”, a Tony Esposito nel primo singolo ” Sto in Love” , “No Woman ” con Mr Cico, voce degli Aretuska, presente pure in ” Guarda la Paranza” insieme a due percussionisti d’eccezione alla voce, Ciccio Merolla e da Bahia Itaiata de Salsa e i due fratelli Reddog e BoomBuzz,voci dei FunkyPusherz e di Torreggae Sound, Miase voce di PignataroMassive su “1000 Se”, il duetto con uno dei più forti Rapper Italiani, direttamente da San Gaetano Speaker Cenzou ospite su ” Passann pe’lla’”, da Roma i CorVeleno su “Ideale”, e “Contrabbandieri Dammore” insieme a Don Skal e Jah Sazzah rispettivamente tastiere e batteria degli Aretuska.
1) Il Mondo è Fuori
2) Sto in Love feat. Tony Esposito
3) Tu chi sei? feat. Zulu’ e Jrm
4) Guarda ” La Paranza” feat. Cico, Reddog e BoomBuzz, Ciccio Merolla, Itaiata de Salsa
5) No Woman feat. Cico
6) Sient feat. Boom Buzz
7) Passann pe’lla’ feat. Speaker Cenzou….
1000 Se feat. Miase pignataro Massive
9) Freeyourself
10) Ideale feat. Cor Veleno
11) Prima di….
12) Com’è dolce questa Sera
13) Contrabbandieri Dammore feat Don Skal e Jah Sazzah( Aretuska)
Per acquistare on-line l’album, vai su www.jovineshop.it
E ora godiamoci il video…
Calamaro ripieno con contorno di patate.
Posted by: grandenapoli in Cucina Napoletana on novembre 13th, 2009

Napoli, scrigno di sapori, la cui arte culinaria presenta un vastissimo repertorio di piatti che hanno attraversato i secoli, alcuni lasciati in dono dalle differenti culture che si sono susseguite durante le varie dominazioni della città, altri creati dalla fantasia e dall’estro dei napoletani.
Ma il cibo non è solo un piacere per il palato.
Deve sollecitare l’olfatto, compiacere la vista, appagare tutti i sensi attraverso un trionfo di colori, forme e sapori.
Da questa idea nasce il sodalizio tra l’arte e la cucina nostrana, dove ogni piccola e raffinata delizia diventa un’ “opera d’arte” unica studiata per stupire e accontentare anche l’ospite più chic ed esigente.
Servizio di catering napoletano.
Info e contatti: napolichicgourmet@libero.it cell. 328/6306392
Oggi per voi lo chef a preparato…
CALAMARO RIPIENO CON CONTORNO DI PATATE
INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 2 calamari grandi – 500 g di funghi champignon – olive nere – pan grattato – un uovo – un mazzetto di prezzemolo – sale – pepe – olio extravergine di oliva – 2 spicchi di aglio – 1 cipolla piccola – 1 peperoncino - 1 kg di patate
Pulite i calamari privandoli delle interiora e sciacquandoli bene sotto acqua corrente.
Lavate i funghi dopo averli privati della parte terrosa, quindi asciugateli e affettateli finemente. Fate rosolare in una padella antiaderente l’aglio, mezza cipolla tritata e il peperoncino in tre cucchiai di olio, unite i funghi e trifolateli per circa 15 minuti (se preferite eliminate il tutto prima di versare i funghi nella padella). Tagliuzzate i tentacoli dei calamari, e uniteli ad un trito di prezzemolo, olive nere, pan grattato, l’albume dell’ uovo e i funghi. Condite il tutto con un pizzico di sale, pepe e un filo d’olio. Mescolate bene tutti gli ingredienti, fino ad amalgamarli perfettamente, poi con il composto ottenuto, riempite i due calamari. Chiudete cucendo con il filo l’apertura (oppure con un paio di stuzzicadenti). Lavate e tagliate le patate aggiungendovi un pizzico di sale, un filo d’olio, una foglia di allora e un rametto di rosmarino. Disponetele quindi, insieme ai calamari su una teglia. Cucinate in forno precedentemente riscaldato a 180° per circa 40 minuti. Girate le patate di tanto in tanto. Al termine lasciate raffreddare i calamari per circa 5 minuti e tagliateli a rondelle prima di servirli.
Complesso monumentale San Lorenzo Maggiore
Posted by: grandenapoli in Arte, Da non perdere, Storia, Turismo on ottobre 12th, 2009

La nostra città stupisce sempre… girando per il centro storico, mi sono imbattuto nello spettacolare Complesso monumentale San Lorenzo Maggiore, sopra San Gregorio Armeno.
VISITE SPETTACOLO
Partiranno, da ottobre, le visite guidate al Complesso (aera archeologica e museo dell’opera). Assoluta novità di quest’anno saranno le visite spettacolo: attori in costume riproporranno scene e ambientazioni della antica città di Neapolis. Il Complesso ha così voluto sviluppare un’offerta culturale basata, anche, su fruizioni di tipo esperenziali. I visitatori saranno, quindi, accolti e guidati nell’antico mercato romano, rivivranno, grazie agli attori in costume, i colori, gli odori, i gesti, le pratiche e le tradizioni della Antica Roma.
MUSEO
Il Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore allestito negli ambienti cinquecenteschi, si sviluppa intorno alla torre civica. Esso offre uno straordinario spaccato della storia di Napoli che abbraccia un arco temporale ampio 25 secoli, a partire dal periodo greco romano fino al ‘700/’800. Nel suo ordinamento scientifico e nel percorso della visita sono riflesse le stratificazioni storiche, presenti all’interno del Complesso. Il visitatore passa dalle testimonianze di epoca greca a quelle di epoca romana, repubblicana ed imperiale, dall’epoca-tardo antica a quella paleocristiana e poi bizantina, dall’alto medioevo e dalle civiltà Normanna e Sveva, a quella angioina e aragonese. Passando da un livello all’altro del museo, si risale idealmente nel tempo sino alle ultime sale che ospitano i pastori sette-ottocenteschi della prestigiosa collezione del convento. Una caratteristica peculiare, consiste nel fatto che le opere sono presentate nel contesto stesso di origine, allo scopo di favorire la corretta e completa comprensione di quanto esposto, ricomponendo fisicamente gli spazi in cui erano collocati e ricercando le stesse condizioni originarie di luce, le viste prospettiche e le finalità per cui erano state prodotte. Tale esigenza è tanto più avvertita quanto il contenitore museale è esso stesso uno spazio denso di storia.
SALE – Sala capitolare
Tra due quadrifore in tufo, attraverso un portale del XIV secolo, si accede ad un suggestivo ambiente con volte riccamente affrescate: è la sala Capitolare. Essa prende il nome dal Capitolo, ovvero una riunione di frati che qui si svolgeva, per conferire gli incarichi.
La sala capitolare è stata realizzata all’epoca della dominazione sveva (1234-1266). Le preziose decorazioni di questa sala sono attribuite a Luigi Rodriguez e furono realizzate nel 1608. esse raffigurano, con stile decorativo a grottesca, i frati dell’ordine dei Minori Conventuali che si sono distinti per particolari meriti religiosi e culturali. L’albero genealogico della gloria Francescano raffigura frati missionari e letterati oltre a coloro che sono divenuti cardinali, papi e santi.
SALA SISTO V
In fondo al chiostro, nell’angolo a destra, si può ammirare il chiostrino di epoca sveva, attraverso il quale si accede alla maestosa sala Sisto V, in passato sede del refettorio dei frati. Le volte sono interamente affrescate e creano un’atmosfera austera e intensa. Gli affreschi sono stati realizzati da Luigi Rodriguez e risalgono i primi anni del XVII secolo. Gli affreschi della volte rappresentano Le Sette Virtù Reali, circondate da Quattro Virtù Minori; ciò stava a significare che era meritevole di governare il regno solo chi faceva sue queste virtù. Più in basso vi sono affreschi che rappresentano le province del regno. La sala Sisto V nel 1442 divenne sede del Parlamento napoletano; essa fu teatro di eventi storici importantissimi, ne citeremo uno fra i tanti: Alfonso D’Aragona riconobbe qui il figlio Ferrante come proprio successore.
SCAVI
Il complesso archeologico oggi visitabile, risale all’età imperiale, mentre restano solo poche tracce riferibili al tempo della città greca. La visita comincia dal chiostro, al centro del quale si trova un pozzo sormontato dalla statua di San Lorenzo, di Cosimo Fanzago. Il chiostro fu ricostruito nel 1771, sull’area occupata da una struttura del XIV secolo. All’interno del chiostro che oggi visitiamo, sulla sinistra, possiamo osservare i resti di una tholos (struttura circolare) scendendo di circa 8 mt, il percorso archeologico sotterraneo si sviluppa su di una stradina (cardine), dove si possono osservare vari ambienti:
l’erario, dove vi era custodito il tesoro pubblico della città, dopo l’erario seguono nove botteghe di due ambienti ciascuno. In queste botteghe si possono osservare elementi delle attività commerciali ed artigianali svolte nel mercato, come ad esempio un forno, vasche per la tintura dei tessuti, ecc.
Alla fine del cardine, sulla destra, si giunge al criptoportico (mercato coperto), suddiviso in piccoli ambienti, ciascuno dei quali reca banconi in muratura, utilizzati per l’esposizione di merci. L’ultimo ambiente del portico comunica con un nuovo settore dell’area archeologica. Si entra in un grande ambiente a volta, in cui è visibile una movimentale opera idraulica risalente alla sistemazione tardo-ellenistica del mercato che serviva a incalanare il flusso delle acque in una situazione di forte pendenza. Accanto all’area della vasca si trova un complesso costituito da 3 grandi vani a volta comunicanti, con pavimento a mosaico ed una vasca-fontana, l’impluvium, nella stanza centrale. Nel raffinato complesso si può probabilmente riconoscere una schola, ossia un edificio destinato alle riunioni di associazioni religiose o commerciali. In tutto questo settore si osservano rifacimenti di paramenti murari di età tardo antica e medioevale.
Superbe Club ex-First Lady
Posted by: grandenapoli in By Night, Eventi, Turismo on ottobre 9th, 2009

Come posso non pubblicizzare uno dei migliori locali della by night napoletana?
Ha una ricca storia, nasceva come un pub birreria dove si ballava e si faceva baldoria sui tavoli, oggi è un elegante night, da First lady a Superbe club.
Il SUPERBE è il nuovo club minimal chic della movida napoletana, situato nel cuore di Mergellina. Il Superbe Disco nasce dall’idea di creare un locale raffinato ed essenziale, con un servizio impeccabile.
Per lista, feste private, prenotazioni tavoli e tutto quello che vuoi sapere sul locale, puoi telefonare al 392.5142921 o 338.3781983
SUPERBE
Napoli, via Giordano Bruno 100
(Nei pressi di Piazza Sannazzaro)
Il primo FLASH MOB a Napoli contro la camorra.
Posted by: grandenapoli in Curiosità, Da non perdere, Eventi, Turismo on ottobre 9th, 2009

Con il termine flash mob (dall’inglese flash - breve esperienza e mob - moltitudine) si indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo.
Nella maggior parte dei casi, il flash mob non ha alcuna motivazione se non quella di rompere la quotidianità.
Questa volta a Napoli, non è così! Il flash mob ha una movenza sociale, è un movimento contro la camorra, infatti è intitolato: “60 sec contro la camorra - l’unico potere che avete”.
Non si conosce ancora il luogo dell’iniziativa né cosa succederà, cose che verranno svelate una settimana prima dell’evento, per il momento si conosce solo la data, l’8 dicembre 2009.
Se vuoi iscriverti al gruppo creato su facebook clicca qui.
La repubblica napoletana del 1799 riscoperta dalla filosofia della storia, la ricerca della verità contro tutte le mistificazioni ed i falsi a solo titolo commerciale.
Posted by: grandenapoli in Storia on settembre 25th, 2009

Parlare oggi dei martiri della rivoluzione napoletana del 1799, potrebbe apparire scontato soprattutto nell’ ambito del consumismo sfrenato che tale avvenimento ha prodotto.
Non e’ mai stata un’impresa facile per lo storico ricostruire i frammenti di quella epoca, del resto e’ risaputo che i borboni distrussero tutto quanto potesse riportare alla memoria i sei gloriosi mesi della “Repubblica Napoletana“. E, come se ciò non bastasse, le rare notizie che meticolosi ed appassionati storici sono riusciti a scandagliare dalla spessa coltre di silenzio, riportandole alla coscienza degli uomini, sono state distorte, confuse, rimesse in discussione, soprattutto negli ultimi tempi, in cui la creazione del grande affresco per il bicentenario, appena trascorso, ha soffocato il particolare, il dettaglio, la ricostruzione, il particolareggiato ricorso ai documenti, alla loro comparazione , cosa fondamentale in una ricerca storica. Non e’ raro, in clima fervente di pubblicazioni celebrative, trovarsi sotto mano opere pittoresche dalla cronologia confusa, arrabattata o addirittura inventata, ribaltando i risultati di rare ricerche serie che siano mai state condotte su questo periodo. Oggi si punta al maestoso, e la vera storia della Rivoluzione Napoletana del ‘99 torna alla ribalta tra contraddizioni e opere letterarie spesso mirate al successo personale dell’autore, alla vendita del suo prodotto, piuttosto che alla verità storica. E così, il “Forsan et haec olim meminisse juvabit” che sperò la marchesa Eleonora de Fonseca Pimentel prima di morire, rischia di essere trasfigurato , per i soli scopi egoistici di improvvisati cantastorie, mai storici.
Ricostruire la vita di un personaggio in chiave metastorica, potrebbe apparire un’ennesima stravaganza del nostro tempo ma, considerata la fioritura di biografie imponenti che autoritariamente si propongono di risolvere ogni dubbio e che poi finiscono per aumentare il disorientamento del lettore più riflessivo, forse sarebbe una soluzione migliore. La storia e’ come il destino, viene invocata, evocata, quando irrimediabilmente si e’ già compiuta, e spesso le cause e gli effetti sono gli stessi, pur separati da centinaia di anni. Una creazione metastorica non ha la presunzione di ergersi a verità, ma nasce fondamentalmente dalla sincera consapevolezza del limite, del dubbio insormontabile, ed e’ proprio da lì che trae la sua forza. Passato e presente interagiscono tanto da amalgamarsi in un’unica dimensione a temporale in cui l’anima della storia ha la possibilità di esprimere tutto il suo fascino, suscitando un desiderio di verità nuovo, intrigante, coinvolgente. Il dubbio coglie i studiosi, quelli più puri. Nessuno mai potrà dirci, con tutta esattezza com’era il vero volto della marchesa giacobina , di Ettore Carafa e di tanti altri su cui si è abbattuta la condanna della distruzione della memoria, ne’ dove sia finito senza ombra di dubbio il loro cadavere. E’ questo il mistero, la sorgente inesauribile del suo fascino, la sfida. Questo afferma Antonella Orefice nel 1995 alla presentazione del suo romanzo Eleonora, quasi come sapesse di dover presentare il suo libro ” La Penna e la Spada ” Particolari inediti su Eleonora de Fonseca Pimentel ed Ettore Carafa Conte di Ruvo . Questo ci colpisce, Antonella, ormai diventata come una persona di famiglia, ci stupisce con la sua preveggenza. Quanti hanno contrabbandato, scoperte, manoscritti, ritratti come fossero basilari per la ricostruzione storica, commettendo veri crimini contro la verità, solo per desiderio di apparire sotto i riflettori, di essere protagonisti, senza titoli, senza arte né parte. Finalmente ce ne dà notizia l’ottimo Prof. Ezio Ghidini, la prestigiosa ed antica Associazione Sebetia Ter fondata da G. Murat, assume nel proprio programma culturale la presentazione dell’ultimo libro, per ora, di Antonella Orefice. (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici edito dall’Arte Tipografica Editrice), il 15 ottobre alle ore 18,30 presso il Circolo ufficiali della Marina Militare di Napoli in via Cesario Console 3 bis.
Finalmente in tale sede verrà discusso ed avviata un’opera di conoscenza e di giustizia contro i tanti errori storici, che volenti o nolenti, si sono commessi nei confronti di tale epoca storica.
Finalmente sapremo, anche se solo adesso se i ritratti presentati quali appartenenti al personaggio Ettore Carafa corrispondono effettivamente al personaggio, all’epoca storica :Finalmente sarà fatta piazza pulita di tutti quei mestieranti dell’immagine , che hanno approfittato a man bassa della damnatio memoriae voluta dal re borbone. Ben due i ritratti che Antonella Orefice presenta nel suo libro, più una incisione.
Accurate ricerche storiche, letterarie, artistiche, , ci diranno, quale sia o quale potrebbe essere il volto di Ettore Carafa. Già abbiamo dato notizia di una discussione in merito, affrontata alla presentazione dell’anteprima avvenuta presso l’Istituto Italiano per gli Studi filosofici, intrapresa da Domenico Di Renzo ed avversata a spada tratta dalla Dott.ssa Pina Catino, detentrice dei diritti d’immagine su un ritratto attribuito ad Ettore Carafa, giovane di diciassetteanni.
Finalmente sapremo e giustizia sarà fatta. Lo dobbiamo a quei poveri resti che ancora imputridiscono sotto il sacello del Carmine. Finalmente sarà presentato un progetto che vedrà operabile la traslazione delle ossa e la locazione presso una degna sepoltura e stavolta a memento dei posteri. Napoli, lo deve ai suoi figli ed a Napoli è dovuto dalla classe storico-scientifica ed universitaria della nostra città.
Articolo scritto da Domenico Di Renzo
