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Calamaro ripieno con contorno di patate.
Posted by: grandenapoli in Cucina Napoletana on novembre 13th, 2009

Napoli, scrigno di sapori, la cui arte culinaria presenta un vastissimo repertorio di piatti che hanno attraversato i secoli, alcuni lasciati in dono dalle differenti culture che si sono susseguite durante le varie dominazioni della città, altri creati dalla fantasia e dall’estro dei napoletani.
Ma il cibo non è solo un piacere per il palato.
Deve sollecitare l’olfatto, compiacere la vista, appagare tutti i sensi attraverso un trionfo di colori, forme e sapori.
Da questa idea nasce il sodalizio tra l’arte e la cucina nostrana, dove ogni piccola e raffinata delizia diventa un’ “opera d’arte” unica studiata per stupire e accontentare anche l’ospite più chic ed esigente.
Servizio di catering napoletano.
Info e contatti: napolichicgourmet@libero.it cell. 328/6306392
Oggi per voi lo chef a preparato…
CALAMARO RIPIENO CON CONTORNO DI PATATE
INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 2 calamari grandi – 500 g di funghi champignon – olive nere – pan grattato – un uovo – un mazzetto di prezzemolo – sale – pepe – olio extravergine di oliva – 2 spicchi di aglio – 1 cipolla piccola – 1 peperoncino - 1 kg di patate
Pulite i calamari privandoli delle interiora e sciacquandoli bene sotto acqua corrente.
Lavate i funghi dopo averli privati della parte terrosa, quindi asciugateli e affettateli finemente. Fate rosolare in una padella antiaderente l’aglio, mezza cipolla tritata e il peperoncino in tre cucchiai di olio, unite i funghi e trifolateli per circa 15 minuti (se preferite eliminate il tutto prima di versare i funghi nella padella). Tagliuzzate i tentacoli dei calamari, e uniteli ad un trito di prezzemolo, olive nere, pan grattato, l’albume dell’ uovo e i funghi. Condite il tutto con un pizzico di sale, pepe e un filo d’olio. Mescolate bene tutti gli ingredienti, fino ad amalgamarli perfettamente, poi con il composto ottenuto, riempite i due calamari. Chiudete cucendo con il filo l’apertura (oppure con un paio di stuzzicadenti). Lavate e tagliate le patate aggiungendovi un pizzico di sale, un filo d’olio, una foglia di allora e un rametto di rosmarino. Disponetele quindi, insieme ai calamari su una teglia. Cucinate in forno precedentemente riscaldato a 180° per circa 40 minuti. Girate le patate di tanto in tanto. Al termine lasciate raffreddare i calamari per circa 5 minuti e tagliateli a rondelle prima di servirli.
Lo scarpariello
Posted by: grandenapoli in Cucina Napoletana on luglio 28th, 2009

In cucina non sono un gran cuoco, ma una cosa che mi riesce veramente bene dal sapore succulento è lo “scarpariello“.
Si narra che lo scarpariello è un piatto popolarissimo di tanti anni fa: un pasto molto veloce a prepararsi per i calzolai (”scarpari”, da cui il nome “scarpariello”).
Le mogli, le figlie, le fidanzate e non, erano abili rivettatrici e orlatrici di pellami per scarpe, e dovendo lavorare preparavano un “pasto veloce” nell’intervallo del mezzodì: lo scarpariello, appunto. Secondo altri, in realta’ questo pranzo, essendo un piatto povero, si preparava con i prodotti avanzati che si avevano in casa, o con cio’ che regalavano (quasi sempre formaggi) allo “scarparo” la gente che non poteva pagarlo.
La giornata dello “scarpariello” era specialmente il lunedì, giorno di riposo dei “scarpari”, quando si raccoglieva tutte le “regalie” e le si cucinava insieme al ragù avanzato la domenica.
Ingredienti per quattro persone
300 g di filetto di pomodoro
400 g di bucatini o penne
olio extravergine di oliva
1 spicchio d’aglio
peperoncino
pecorino
parmigiano
basilico fresco
sale
In una padella fate soffriggere olio, peperoncino e aglio e quando quest’ultimo è diventato biondo, aggiungete il filetto di pomodoro. Tenete sul fuoco per un quarto d’ora. Nel frattempo, cuocete la pasta al dente e, una volta scolati, passateli in padella e conditeli con abbondante pecorino e parmigiano. Girate il tutto per qualche minuto finché il sugo non si amalgama bene alla pasta e, prima di servire, aggiungete qualche fogliolina di basilico e un filo d’olio a crudo.
buon appetito
Spaghetti con le vongole.
Posted by: grandenapoli in Cucina Napoletana on luglio 16th, 2009

Mi mangerei proprio un bello spaghetto con le vongole…
Quante volte si sente questa frase uscire dalla bocca di un Napoletano, sono una vera e propria delizia partenopea che può arrivare al sublime accompagnata da una buona bottiglia di vino bianco e il tutto in un tipico ristorantino del golfo.
A Napoli gli spaghetti con le vongole si possono gustare in due modi, in bianco e con il pomodorino. Diciamo che sono due scuole di pensiero diverse, una bella disputa che non arriverà mai ad una conclusione. Comunque sono entrambi ottimi piatti che vale la pena provare.
L’importante e fondamentale per la buon riuscita del piatto è la freschezza delle vongole e se sono veraci non si può chiedere ben altro.
Vongole in bianco
Tagliate 2-3 spicchi d’aglio e fateli soffriggere in una padella con dell’olio d’oliva fino a farli imbiondire. Aggiungere poi le vongole ben scolate e farle cuocere a fuoco vivo per 2-3 minuti fino a che si sono aperte tutte. A questo punto sgusciare la metà delle vongole lasciando da parte le altre per la decorazione (la metà sgusciata resta nella padella con l’olio). Aggiungere un il prezzemolo tritato finemente, sale ed una punta di peperoncino e poi versare nella padella gli spaghetti (o i vermicelli) cotti molto al dente. Fate insaporire gli spaghetti nell’olio per almeno un minuto e servire immediatamente decorando con le altre vongole non sgusciate.
Versione col pomodorino schiacciato
Si procede nello stesso modo della prima ricetta, però dopo aver sgusciato metà delle vongole si aggiungono all’olio 7-8 pomodorini schiacciati, il prezzemolo tritato finemente, il sale ed il peperoncino e si fa cuocere per un minuto a fuoco vivo. Poi si aggiungono gli spaghetti e si serve come nella ricetta precedente.
Buon appetito
Il casatiello
Posted by: grandenapoli in Cucina Napoletana, Tradizioni on marzo 25th, 2009

Dopo la pastiera, tra i piatti pasquali, c’è senza dubbio il classico casatiello napoletano.
Solo a vederlo mette l’acquolina in bocca, con la sua tradizionale forma a ciambella. Viene chiamato anche tortano ed oltre ad essere consumato il giorno di Pasqua, è tradizione mangiarlo anche a pasquetta durante le gite fuori porta.
In realtà una piccola differenza tra casatiello e tortano c’è, il primo ha delle uova nell’impasto, che vengono messe intere, crude e con il guscio.
« Nella sua prima semplicità popolare, il casatiello, non è altro che un pane di forma circolare, come un grosso ciambellone, in cui si conficcano delle uova, anche uno solo, secondo la dimensione del pane, e queste uova, con tutto il guscio, sono fermate al loro posto da due strisce di pasta in croce. La pasta è la solita pasta del pane, ma intriso con lardo e strutto. Cotto al forno, le uova vi divengono sode. »
La pasta, alla quale vengono aggiunti di sugna e pepe più una farcitura di salumi e formaggi tipici del luogo, viene lavorata a forma di grossa ciambella, riposta in un apposito stampo, e cotta a forno. Fino alla prima metà del secolo scorso era usuale portare a cuocere il casatiello presso forni o panetterie invece che cuocerlo in casa. Di questo rustico esistono diverse varianti, particolarmente per quanto riguarda i diversi tipi di farcitura.
Le uova e la farcitura rendono questo rustico un pranzo completo.
La sua ricetta tradizionale è la seguente.
